Nel 1908 Federigo Severini passa alla Scuola d’Applicazione per Ingegneri, seguendo il primo anno all’Università di Pisa, gli ultimi due all’Università di Roma, dove nel novembre del 1912 consegue il Diploma di Ingegnere Civile. Rientrato a Pisa, nel 1913 è assistente presso la cattedra di Architettura pratica di Vincenzo Pilotti, suo “maestro”, alla Scuola di Disegno Geometrico Ornamentale e Architettonico dell’Università, dove rimane fino al 1919.

Severini collabora nella progettazione della villa di Giacomo Puccini a Viareggio (foto) fino al 1919. Dopo questa data inizia una autonoma attività di progettista, all’inizio aderendo a canoni eclettici in parte riconducibili al maestro e poi, per tutti gli anni venti, a modelli neomedievali attraverso la rilettura del gotico pisano, secondo un filone ancora presente nella cultura architettonica cittadina.

Rappresentativi di questo periodo sono a Pisa il palazzo Redini, il Palazzo delle Poste (foto) e la sede dell’Associazione mutilati e invalidi. Risalgono agli stessi anni numerose realizzazioni nel campo dell’edilizia privata. Fra queste da segnalare la villa Biggi a Carrara, la villa Martinelli e la villa Jacomelli Viareggio (foto), la villa Pardi a Vecchiano (Pisa).

In queste opere sono costanti l’interesse per gli effetti cromatici legati all’uso di diversi materiali costruttivi e un attenzione artigianale per i dettagli che si manifesta nell’impiego del ferro battuto, nei vetri decorati, nel ricorso alla decorazione pittorica e nell’arredo interno, possibili con la progettazione integrale delle opere.
Agli inizi degli anni trenta il suo interesse per l’esperienza razionalista si traduce soprattutto in progetti non realizzati e nel progetto vincitore del concorso del Piano Regolatore della nuova città Tirrenia del 1932 (foto). Il progetto resta incompiuto e la costruzione Tirrenia si interrompe con la guerra per seguire poi altre strade.
L’attenzione verso modelli razionalisti si attenua nel corso degli anni seguenti con la costruzione, a Pisa della Clinica pediatrica, della Clinica ostetrico-ginecologica(foto)e della Facoltà d’Ingegneria(foto), riconducibili alle più diverse tipologie e riferimenti stilistici del suo repertorio iniziale.


Con il Palazzo della Provincia, in fronte quello delle Poste dal quale riprende le caratteristiche formali, viene data definitiva sistemazione alla Piazza Vittorio Emanuele II.
Dopo la guerra riprende l’attività professionale che esercita fino agli ultimi anni della vita. Parte della sua opera grafica è conservata presso l’Archivio dello Stato di Pisa.
La sua sensibilità pittore si riflette anche nei grafici dei progetti, sia quelli carattere strettamente tecnico sia soprattutto nelle prospettive.
