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Federigo Severini dipinge sin dall’età di dieci
anni, per naturale inclinazione, stimolato anche
dall’ambiente artistico di Marina di Pisa, dove la sua
famiglia si reca in villeggiatura. |
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Il padre
Severino Severini, avvocato, presenza vivace e attiva nella
vita culturale cittadina, e il professor Giulio Luperini,
amico di famiglia e figura composita di pittore e restauratore
rivestono un ruolo importante nella sua formazione artistica. |
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Compie gli studi
superiori nella città natale e nel 1906 si iscrive al
corso di laurea in Matematica applicata. |
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Palazzo delle Poste, Pisa |
Federigo Severini nel 1916 |
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Nel
1908
passa alla Scuola d’Applicazione per Ingegneri presso
l’Università di Roma e nel novembre del 1912 si laurea in
Ingegneria Civile. |
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Dal 1913
al 1919,
è assistente del suo maestro Vincenzo Pilotti, presso la
cattedra di Architettura pratica dell’Università di Pisa. |
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In questo periodo
per soddisfare un profondo bisogno interiore si dedica al
disegno ad alla pittura di ritratti, nature morte e paesaggi e
partecipa alla vita artistica e culturale pisana. |
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Nel 1920
inizia l’attività
nel campo della libera professione. Negli anni seguenti,
progetta numerosi edifici pubblici e privati contribuendo a
qualificare il nuovo volto di Pisa con i palazzi delle Poste e
della Provincia in Piazza Vittorio Emanuele II. |
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Tramonto in Piazza dei Miracoli, 1959,
olio su tela, 48 x 65 Museo dell'Opera del Duomo, Pisa |
Fiori in vaso, 1961, acquerello 42
x 27 collezione privata |
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Il
1930
è l’anno del suo
esordio pubblico di pittore: espone con successo in mostre
provinciali e regionali del Sindacato Artisti e Professionisti e
nel 1932 tiene la sua prima mostra personale
al Palazzo “alla Giornata” di Pisa. |
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Nel 1942,
consegue la libera docenza in Disegno e Composizione
architettonica; nel 1943 e
successivamente dal 1946 al 1958
insegna Disegno presso
l’Università di Pisa. |
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In questo periodo
intensifica l’attività di pittore, concentrandosi soprattutto
sul paesaggio, ed espone in varie personali e rassegne. |
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Dopo la sua
morte, gli sono dedicate numerose retrospettive: tra le altre,
nel
1972
al Museo di San Matteo a Pisa, nel
1973 a Palazzo Braschi
a Roma, nel
1988
ancora a Pisa a
Palazzo Lanfranchi e per la prima volta
all’estero presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (2007) |
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San
Rossore, 1952, matita rossa e nera, 31 x 29, collezione privata |
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Marina con i bimbi, 1927,
olio su tela, 26 x 25 collezione privata |
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